La transazione fiscale è uno strumento che permette alle aziende in difficoltà di negoziare con lo
Stato la riduzione e la rateizzazione del carico fiscale.
Con le ultime novità (D. Lgs. 136/2024), questo strumento può essere usato anche nella
composizione negoziata della crisi, che è un percorso, da effettuare con l’aiuto di un esperto,
per evitare il fallimento. Tuttavia, è importante notare che l’efficacia dell’accordo è subordinata
all’autorizzazione del giudice.
Ruolo del Professionista Indipendente e del Revisore Legale
Per accedere alla transazione fiscale nell’ambito della composizione negoziata, è necessaria
un’attestazione da parte di un professionista indipendente, che valuti la sostenibilità del piano
proposto. Inoltre, è richiesta una relazione del revisore legale che certifichi la completezza e la
veridicità dei dati aziendali presentati. Queste misure mirano a garantire la trasparenza e
l’affidabilità delle informazioni fornite dall’impresa debitrice.
Limitazioni e Procedure
Nonostante l’estensione della transazione fiscale alla composizione negoziata, non è consentito il
“cram down” fiscale, ovvero l’omologazione forzosa dell’accordo senza il consenso di tutte le classi
di creditori.
Questo significa che l’accordo deve essere approvato da tutte le parti coinvolte per essere efficace.
Il procedimento prevede la presentazione di una proposta alle agenzie fiscali, corredata dalle
attestazioni richieste.
Ecco le principali novità:
✅ Ora si può trattare direttamente con il Fisco.
✅ Serve un esperto indipendente che certifichi la bontà del piano di pagamento.
✅ Lo Stato può accettare sconti sulle cartelle e rateizzazioni se conviene più che un fallimento.
❌ Non si può imporre l’accordo al Fisco: deve accettarlo volontariamente.